26° CinemAmbiente – I VINCITORI

I film vincitori e una selezione degli altri titoli proposti nel cartellone di quest’anno sono visibili gratuitamente online tramite il sito del Festival, https://festival.openddb.it/cinemambiente-2023/, fino al 18 giugno, sulla piattaforma OpenDDB (capienza di 500 accessi per ciascun titolo).

I premi attribuiti al termine della 26^ edizione del Festival sono:

Premio Asja Ambiente Italia per il miglior documentario della sezione internazionale, di $ 5000, assegnato dalla giuria composta da Anne de Carbuccia, artista ambientale e regista, Marco Gisotti, giornalista, docente di Teorie e linguaggi della comunicazione scientifica all’Università di Tor Vergata, Nicole Gratovsky, antropologa, regista e produttrice, Roberto Mastroianni, filosofo, curatore e critico d’arte, George Ovashvili, regista, a:

Lynx Man di Juha Suonpää (Finlandia/Estonia 2023, 80’52”)
con la seguente motivazione:
Per aver saputo restituire una sapiente sintesi di ricerca etnografica, narrazione poetica e qualità estetica dando vita a un film capace di raccontare il rapporto cultura-natura, trascendenza-immanenza, uomo-animale, rompendo la visione antropocentrica senza cedere a una retorica eccessivamente romantica. Nello stesso tempo, il film restituisce in modo quasi realistico una cultura locale, quella finlandese e artica, che concepisce la protezione della biodiversità e del patrimonio naturale come compito esistenziale dell’individuo e delle comunità.
Il film presenta così con stile intimistico simbolico un’immagine del rapporto con la natura presente nella cultura e nella società europea capace di convivere con un mondo in grande trasformazione, attraversato da conflitti e sommovimenti prodotti dalla crisi climatica, energetica in corso.

La giuria ha inoltre assegnato una menzione speciale a:
Nuclear Nomads di Kilian Armando Friedrich & Tizian Stromp Zargari (Germania 2023, 73’)
con la seguente motivazione:
Per aver saputo mettere al centro della propria narrazione il tema dell’energia, indagando le conseguenze nell’organizzazione sociale di uno sviluppo industriale e di sfruttamento delle risorse non sostenibile. Il film racconta in modo iconico la riorganizzazione delle vite individuali e comunitarie attorno al nucleare portando all’attenzione un tema poco conosciuto ma di grande impatto sul mondo del lavoro e sulla quotidianità.

Premio Terna per il miglior cortometraggio della sezione internazionale, di $ 1500, assegnato dalla giuria composta da Andrea Gatopoulos, regista, Monica Goti, program manager del Trieste Film Festival, e Luca Vicini (Vicio), musicista, a:

Zug Island di Nicolas Lachapelle Plamondon (Canada 2022, 22’)
con la seguente motivazione:
Nel cercare l’origine di un suono che sembra provenire da una grande oscurità, questo film si immerge negli inferi di una comunità distrutta dall’industrializzazione, portandoci nelle fauci marce della devastazione capitalista, dove i pochi esseri umani rimasti a vivere sembrano – e forse sono – i protagonisti di una narrazione distopica. Il regista si immerge senza compromessi in questa realtà, facendoci vivere sulla nostra pelle presagi di un possibile futuro spietato e realizzando così un film di grande portata ideologica e documentaristica.

La giuria ha inoltre assegnato menzioni speciali a:
Holy Cowboys di Varun Chopra (India/USA 2022, 24’17”)
con la seguente motivazione:
Per il coraggioso messaggio politico. Il regista ci risveglia, documentando in maniera dura, cruda ma doverosa una realtà contraddittoria, estrema, ipocrita e in preda ad un flusso di atti di odio e intolleranza, che alla fine non sono unicamente religiosi. Un film importante che ci ricorda quanto il cinema svolga anche un ruolo di stimolo ad un pensiero critico risvegliando in noi consapevolezza. La società rappresentata in Holy Cowboys raffigura in qualche modo tutte le società: il confine tra il bene e il male è sottile e universale e il rischio di cadere dalla parte sbagliata è costante e comune. Siamo tutti, potenzialmente, dei “guardiani di simboli sacri” e quindi facili prede di fondamentalismi.

e a:
Stromy a my (Trees and Us) di Tereza Motýlová (Repubblica Ceca 2022, 11’)
con la seguente motivazione:
Del film sono sicuramente apprezzabili idea, sceneggiatura e regia, quest’ultima davvero notevole. La menzione, però, va principalmente al sound design e al commento sonoro, tra minimalismo ed elettronica organica, partiture che sembrano suonate direttamente dagli oggetti animati.

Premio IREN del pubblico, di $ 1500, assegnato dagli spettatori del Festival al miglior documentario in gara nel Concorso documentari, a:
Le Système Total, anatomie d’une multinationale de l’énergie di Jean-Robert Viallet (Francia 2022, 92’)

Premio Casacomune, istituito dal Festival e da Casacomune scuola e azioni, assegnato al film o all’autore che meglio sia stato in grado di riflettere temi legati alla spiritualità intesa come dimensione strettamente legata alla natura di cui facciamo parte, a:
Nicole e Alexander Gratovsky, autori di I, Beast

Premio Ambiente e Società, istituito dal Festival e dalla Cooperativa Sociale Arcobaleno, per il film, scelto dai lavoratori e dalle lavoratrici della Cooperativa, che meglio abbia saputo coniugare i temi ambientali e la dimensione sociale, assegnato a:

Breaking Social di Fredrik Gertten (Cile/Svezia 2023, 93’)
con la seguente motivazione:
Un film che rende evidente la connessione tra la questione ambientale e l’etica dell’economia invitando lo spettatore ad interrogarsi su quale sia la direzione del nesso causale che le lega tra loro; al contempo ci ricorda che ecologia è parola che esprime tutto il suo potenziale solo se la si coniuga in termini di giustizia sociale, giustizia economica e giustizia ambientale. Condividiamo e raccogliamo l’invito a credere che la speranza sia racchiusa nei gesti quotidiani di ognuno di noi.

Riconoscimenti speciali:

Premio Stella della Mole green, istituito dal Museo Nazionale del Cinema in occasione del Festival CinemAmbiente, per un artista che attraverso il linguaggio cinematografico declini nella sua opera temi legati all’ambiente e alla natura, assegnato a Victor Kossakovsky.

Premio Ciak verde, istituito dal Festival e da SMAT, per una figura del mondo del cinema e dello spettacolo italiano impegnata nella difesa dell’ambiente che metta a disposizione la propria immagine e capacità comunicativa per sensibilizzare il pubblico sulla gravità dell’attuale crisi ambientale, assegnato a Andrea Pennacchi.

Premio letterario Le Ghiande di Cinemambiente, istituito dal Festival, conferito ad autrici o ad autori che abbiano fatto dell’ecologia in senso ampio un elemento essenziale della propria produzione, o abbiano espresso nel proprio percorso artistico un rapporto profondo e originale con l’ambiente, il paesaggio e la natura, assegnato a Claudio Morandini
con la seguente motivazione:
Nei suoi romanzi, che spaziano dal gotico al giallo, l’ambiente non è uno sfondo, ma un personaggio a tutto tondo. È presenza perturbante con una volontà tutta sua che si mescola e intralcia e scompagina le intenzioni degli umani. Sono pietre che si moltiplicano nel salotto di casa e ghiacci che rivelano tracce di delitti, animali sornioni, oggetti animati e paesaggi inquieti. In mezzo, noi: esseri umani spiazzati da nuove e strane intimità. È questa frizione l’immagine più adatta a descrivere l’Antropocene, l’epoca geologica che porta il nostro nome, ma che marca il passaggio dall’illusione della centralità umana allo spaesamento di fronte a un pianeta che sbatte la coda e si riprende la scena. Morandini ha fatto parlare umani e non umani, mettendoli a confronto e spesso in conflitto, in situazioni familiari eppure imprevedibili, e sempre con un’ironia, una leggerezza e un’originalità rare nell’orizzonte italiano.

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