{"id":6302,"date":"2026-06-07T19:30:01","date_gmt":"2026-06-07T17:30:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.festivalcinemambiente.it\/?p=6302"},"modified":"2026-06-07T12:29:17","modified_gmt":"2026-06-07T10:29:17","slug":"29-cinemambiente-i-film-vincitori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.festivalcinemambiente.it\/it\/29-cinemambiente-i-film-vincitori\/","title":{"rendered":"29\u00b0 CinemAmbiente &#8211; I FILM VINCITORI"},"content":{"rendered":"<section class=\"l-section wpb_row height_medium\"><div class=\"l-section-h i-cf\"><div class=\"g-cols vc_row via_grid cols_1 laptops-cols_inherit tablets-cols_inherit mobiles-cols_1 valign_top type_default\"><div class=\"wpb_column vc_column_container\"><div class=\"vc_column-inner\"><div class=\"wpb_text_column\"><div class=\"wpb_wrapper\"><p>Il <strong>29\u00b0 Festival CinemAmbiente<\/strong> si conclude oggi, <strong>domenica 7 giugno<\/strong>, con la <strong>cerimonia di premiazione<\/strong> dei film vincitori, alle ore 19.30, al Museo Nazionale del Cinema \u2013 Mole Antonelliana.<br \/>\nUna selezione di 45 film tra quelli proposti in sala sono visibili gratuitamente online tramite il sito del Festival, www.festivalcinemambiente.it, fino al 14 giugno, sulla piattaforma OpenDDB.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>I PREMI<\/strong><\/p>\n<p>\u27a4 <strong>Premio Asja per il miglior documentario<\/strong> della sezione internazionale, di \u20ac 5000, assegnato dalla giuria composta da Jason Box, Gabriele Crescente, Lena Herzog, Kohei Saito e Cristina Piccino a:<\/p>\n<p><strong><em>Nuisance Bear <\/em><\/strong>di Jack Weisman e Gabriela Osio Vanden (USA\/Canada\/Regno Unito)<\/p>\n<p><u>con la seguente motivazione<\/u>:<br \/>\nUn film non dogmatico nella capacit\u00e0 di mostrarci come l&#8217;uomo amministra il mondo e la natura. Visivamente ammaliante, danza nei contrasti: divertente, tragico, paradossale, non rinuncia all&#8217; empatia nel narrare l&#8217;estinzione animale e dei nativi.<\/p>\n<p>Menzione speciale a:<br \/>\n<u><\/u><strong><em>Rua do Pescador, n\u00ba 6 <\/em><\/strong>di B\u00e1rbara Paz (Brasile)<\/p>\n<p><u>con la seguente motivazione<\/u>:<br \/>\nLe storie personali nella battaglia per la sopravvivenza di una comunit\u00e0 resiliente passano attraverso l&#8217;intensit\u00e0 con cui l&#8217;autrice ci racconta una tragedia della sua terra. La semplicit\u00e0 delle riprese immersive restituisce dignit\u00e0 e bellezza agli sfollati, esaltando il fattore umano nel momento pi\u00f9 drammatico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u27a4 <strong>Premio IREN del pubblico<\/strong>, di \u20ac 1500, al miglior documentario in gara nel Concorso internazionale, assegnato dagli spettatori del Festival a:<\/p>\n<p><strong><em>Rua do Pescador, n\u00ba 6 <\/em><\/strong>di B\u00e1rbara Paz (Brasile)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u27a4 <strong>Premio SMAT per il miglior cortometraggio<\/strong> della sezione internazionale, di \u20ac 1500, assegnato dalla giuria composta da Flavio Armone, Elisa Palazzi e Mathilde Thoreau a:<\/p>\n<p><strong><em>A Voyage of Eulogies<\/em><\/strong> di Jean-Pierre Pillay (Singapore 2026)<\/p>\n<p><u>con la seguente motivazione<\/u>:<br \/>\nPer la sua capacit\u00e0 di fondere con sensibilit\u00e0 poetica diversi generi cinematografici e di affrontare il tema ambientale non attraverso numeri e dati, ma immergendo lo spettatore nelle sue conseguenze emotive. Il film rende percepibile il collasso ecologico attraverso la memoria, l\u2019assenza e le emozioni, riuscendo a trasformare una questione globale, ancora difficile da cogliere nella sua interezza, in un\u2019esperienza profondamente umana, che continua a risuonare a lungo dopo la visione.<\/p>\n<p>Menzione speciale a:<br \/>\n<u><\/u><strong><em>Amma, Do Giraffes Cry?<\/em> <\/strong>di Kartikeya Saxena (Repubblica Ceca)<\/p>\n<p><u>con la seguente motivazione<\/u>:<br \/>\nUn film che colpisce per la bellezza della fotografia, l\u2019indiscutibile qualit\u00e0 della regia e lo sguardo del regista sugli animali, che vengono rappresentati come autentici esseri viventi, dotati di emozioni proprie e di una loro dimensione esistenziale. La voce narrante e l\u2019accurato lavoro sul paesaggio sonoro si integrano in un film dalle straordinarie qualit\u00e0 formali, in grado di emozionare profondamente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u27a4 <strong>Riconoscimento speciale \u201cGaetano Capizzi\u201d<\/strong> per il miglior film della sezione Made in Italy, assegnato dal relativo comitato, composto da Giulia Carluccio, Andrea Paco Mariani e Beppe Rovera, a:<\/p>\n<p><strong><em>Torneranno i lupi <\/em><\/strong>di Bianca Vallino<\/p>\n<p><u>con la seguente motivazione<\/u>:<br \/>\nIl cinema documentario trova una delle sue espressioni pi\u00f9 autentiche nel racconto di storie di prossimit\u00e0, capaci di attraversare la sfera intima, familiare e generazionale per aprirsi a una dimensione collettiva. Riuscire a trasformare la propria biografia e il proprio vissuto in una narrazione che parli a tutti \u00e8 una delle sfide pi\u00f9 complesse. Il film l\u2019ha affrontata con sensibilit\u00e0, delicatezza ed emozione, raccontando il filo rosso che unisce tre generazioni di donne \u2014 tra cui la stessa autrice \u2014 e trasformando una storia personale in una riflessione universale, ma indissolubilmente legata al proprio territorio e alla propria comunit\u00e0 di riferimento.<\/p>\n<p>Menzione speciale a:<br \/>\n<strong><em>Tevere corsaro<\/em><\/strong> di Pietro Balla, Monica Repetto<\/p>\n<p><u>con la seguente motivazione<\/u>:<br \/>\nPer la sua capacit\u00e0, netta, precisa e coraggiosa, di coniugare la questione ambientale e quella sociale. Seguendo il solco, non solo nei territori ma anche negli immaginari, di un grande maestro come Pier Paolo Pasolini, il film fonde i due aspetti fondamentali e drammaticamente legati tra loro della tutela dell\u2019ambiente e della tutela dei diritti individuali e collettivi, che danno vita a narrazioni di comunit\u00e0 necessarie per capire e decostruire il nostro presente e combattere ogni forma di ingiustizia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u27a4 Premio Casacomune, istituito dal Festival e da <strong>Casacomune<\/strong>, consistente in un\u2019incisione realizzata dall\u2019artista Francesca Capirone, per il film o l\u2019autore che meglio rifletta nella propria opera temi legati alla spiritualit\u00e0 intesa come dimensione strettamente connessa alla Natura di cui facciamo parte, assegnato a:<\/p>\n<p><strong><em>Ma Pri\u00e8re \u00e0 la mer<\/em><\/strong><strong> &#8211; <\/strong><em>La mia preghiera al mare<\/em> di Davide Marino &#8211; <em>Sezione Made in Italy<\/em><\/p>\n<p><u>con la seguente motivazione<\/u>:<br \/>\nPer aver saputo raccontare con straordinaria forza poetica una delle grandi emergenze del nostro tempo: la perdita di biodiversit\u00e0 marina, nello specifico quella che minaccia le coste dell\u2019Oceano Atlantico e le comunit\u00e0 che da esse dipendono. Attraverso lo sguardo di Alassane, il film trasforma una ferita ecologica in una profonda riflessione spirituale sul rapporto tra l\u2019uomo e il mare, inteso nella cultura Lebu come presenza viva e sacra. Un\u2019opera capace di convertire la denuncia in preghiera e la nostalgia in speranza, invitandoci a riscoprire il rispetto, l\u2019ascolto e la meraviglia verso una natura da cui dipende non solo la nostra sopravvivenza, ma anche la nostra umanit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u27a4 <strong>Premio Ambiente e Societ\u00e0<\/strong>, istituito dal Festival e dalla <strong>Cooperativa Sociale Arcobaleno<\/strong>, per il film, che meglio abbia saputo coniugare i temi ambientali e la dimensione sociale, assegnato dai lavoratori e dalle lavoratrici della Cooperativa a:<\/p>\n<p><strong><em>Silver<\/em> <\/strong>di Natalia Koniarz (Polonia\/Norvegia\/Finlandia) \u2013 <em>Sezione Panorama<\/em><\/p>\n<p><u>con la seguente motivazione<\/u>:<br \/>\nLe immagini raccontano, e racchiudono significati che vanno al di l\u00e0 di ci\u00f2 che si vede. Il film porta alla luce ci\u00f2 che nella nostra quotidianit\u00e0 \u00e8 effettivamente invisibile. Le sensazioni che comunica lo sguardo immobile, imperscrutabile e apparentemente rassegnato con cui osserva il paesaggio attorno a lui il bambino protagonista trasmette una sottile tristezza, dietro alla quale si intuisce il desiderio di comprendere e forse di cambiare, se non il mondo intero, almeno il proprio destino.<\/p>\n<p>Menzione speciale a:<br \/>\n<strong><em>I nemici del popolo<\/em> <\/strong>di Andrea Marinelli \u2013 <em>Sezione Made in Italy<\/em><\/p>\n<p><u>con la seguente motivazione<\/u>:<br \/>\nPer la sua capacit\u00e0 di farci comprendere come con le multinazionali, lo stato di diritto \u00e8 in pericolo sia dall&#8217;altra parte del mondo che sotto casa nostra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u27a4 <strong>Premio Slow Food<\/strong>, istituito dal Festival e da <strong>Slow Food Italia<\/strong>, per il film che meglio abbia saputo trattare il complesso e articolato tema del rapporto tra cibo, agricoltura e ambiente, assegnato dalla giuria composta da Barbara Nappini, Serena Milano, Roberto Burdese e Piero Sardo, a:<\/p>\n<p><strong><em>Labouyi Bannann <\/em><\/strong><em>(Banana Soup)<\/em> di Geena Gasser (Svizzera) &#8211; <em>Sezione Concorso cortometraggi internazionali<\/em><\/p>\n<p><u>con la seguente motivazione<\/u>:<br \/>\nUn cortometraggio incantevole, nel quale le banane danzano, recitano, si fanno scenografia e raccontano coralmente i paradossi del consumismo nel settore che le riguarda. A partire dal mito della dea della creazione Timbehes, che ha generato l&#8217;umanit\u00e0 fecondandosi con una banana, la magnifica biodiversit\u00e0 di questo frutto d\u00e0 vita a un lavoro vivace, che denuncia l\u2019insostenibilit\u00e0 dell\u2019agricoltura industriale intensiva e delle speculazioni ad essa connesse. Splendide immagini, musica ricercata e una poetica originalit\u00e0 sono gli elementi che in sette minuti restituiscono un quadro di criticit\u00e0 senza rinunciare a una cifra artistica personale e a una gioiosa ironia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u27a4 <strong>Premio Piemonte Parchi<\/strong>, istituito dal Festival e dalla <strong>Regione Piemonte<\/strong> &#8211; Settore &#8220;Biodiversit\u00e0 e aree naturali&#8221;, consistente nell\u2019attribuzione al vincitore di una porzione della Foresta condivisa del Po piemontese mediante l\u2019apposizione di una targa e alla piantumazione di 100 alberi per il film che abbia saputo raccontare in maniera pi\u00f9 innovativa l\u2019importanza della biodiversit\u00e0 vista in un\u2019ottica di coesistenza tra le diverse specie, compresa quella umana, assegnato dal personale degli Enti di gestione delle Aree protette del Piemonte e dalla redazione diffusa della rivista \u201cPiemonte Parchi\u201d a:<\/p>\n<p><strong><em>Nuisance Bear<\/em><\/strong> di Jack Weisman e Gabriela Osio Vanden (USA\/Canada\/Regno Unito) \u2013 <em>Sezione documentari internazionali<\/em><\/p>\n<p><u>con la seguente motivazione<\/u>:<br \/>\nPer la qualit\u00e0 della regia, la bellezza delle immagini naturalistiche e il linguaggio narrativo adottato che ha una valenza universale; per la lucidit\u00e0 nel raccontare la faticosa coesistenza tra uomo e natura e le problematiche del nostro rapporto con gli animali all\u2019interno delle dinamiche del cambiamento climatico in atto. Il film colpisce per la capacit\u00e0 di intrecciare strettamente le vicende umane ai fenomeni naturali in una narrazione che interroga profondamente sulla cura della biodiversit\u00e0.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/section>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il 29\u00b0 Festival CinemAmbiente si conclude oggi, domenica 7 giugno, con la cerimonia di premiazione dei film vincitori, alle ore 19.30, al Museo Nazionale del Cinema \u2013 Mole Antonelliana. 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