{"id":3320,"date":"2023-06-11T19:15:49","date_gmt":"2023-06-11T17:15:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.festivalcinemambiente.it\/?p=3320"},"modified":"2023-06-11T16:48:14","modified_gmt":"2023-06-11T14:48:14","slug":"26-cinemambiente-i-vincitori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.festivalcinemambiente.it\/it\/26-cinemambiente-i-vincitori\/","title":{"rendered":"26\u00b0 CinemAmbiente &#8211; I VINCITORI"},"content":{"rendered":"<section class=\"l-section wpb_row height_medium\"><div class=\"l-section-h i-cf\"><div class=\"g-cols vc_row via_grid cols_1 laptops-cols_inherit tablets-cols_inherit mobiles-cols_1 valign_top type_default\"><div class=\"wpb_column vc_column_container\"><div class=\"vc_column-inner\"><div class=\"wpb_text_column\"><div class=\"wpb_wrapper\"><div class=\"page\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>I <strong>film vincitori<\/strong> e una selezione degli <strong>altri titoli<\/strong> proposti nel cartellone di quest\u2019anno sono <strong>visibili gratuitamente online<\/strong> tramite il sito del Festival, <a href=\"https:\/\/festival.openddb.it\/cinemambiente-2023\/\">https:\/\/festival.openddb.it\/cinemambiente-2023\/<\/a>, fino al 18 giugno, sulla piattaforma <strong>OpenDDB<\/strong> (capienza di 500 accessi per ciascun titolo).<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>I <strong>premi <\/strong>attribuiti al termine <strong>della 26^ edizione del Festival <\/strong>sono:<\/p>\n<p>\u27a2 <strong>Premio Asja Ambiente Italia per il miglior documentario<\/strong> della sezione internazionale, di $ 5000, assegnato dalla giuria composta da Anne de Carbuccia, artista ambientale e regista, Marco Gisotti, giornalista, docente di Teorie e linguaggi della comunicazione scientifica all\u2019Universit\u00e0 di Tor Vergata, Nicole Gratovsky, antropologa, regista e produttrice, Roberto Mastroianni, filosofo, curatore e critico d\u2019arte, George Ovashvili, regista, a:<\/p>\n<p><strong><em>Lynx Man<\/em><\/strong> di Juha Suonp\u00e4\u00e4 (Finlandia\/Estonia 2023, 80\u201952\u201d)<br \/>\n<u>con la seguente motivazione:<br \/>\n<\/u>Per aver saputo restituire una sapiente sintesi di ricerca etnografica, narrazione poetica e qualit\u00e0 estetica dando vita a un film capace di raccontare il rapporto cultura-natura, trascendenza-immanenza, uomo-animale, rompendo la visione antropocentrica senza cedere a una retorica eccessivamente romantica. Nello stesso tempo, il film restituisce in modo quasi realistico una cultura locale, quella finlandese e artica, che concepisce la protezione della biodiversit\u00e0 e del patrimonio naturale come compito esistenziale dell&#8217;individuo e delle comunit\u00e0.<br \/>\nIl film presenta cos\u00ec con stile intimistico simbolico un&#8217;immagine del rapporto con la natura presente nella cultura e nella societ\u00e0 europea capace di convivere con un mondo in grande trasformazione, attraversato da conflitti e sommovimenti prodotti dalla crisi climatica, energetica in corso.<\/p>\n<p>La giuria ha inoltre assegnato una menzione speciale a:<br \/>\n<em><strong>Nuclear Nomads <\/strong><\/em>di Kilian Armando Friedrich &amp; Tizian Stromp Zargari (Germania 2023, 73\u2019)<br \/>\n<u>con la seguente motivazione:<br \/>\n<\/u>Per aver saputo mettere al centro della propria narrazione il tema dell&#8217;energia, indagando le conseguenze nell&#8217;organizzazione sociale di uno sviluppo industriale e di sfruttamento delle risorse non sostenibile. Il film racconta in modo iconico la riorganizzazione delle vite individuali e comunitarie attorno al nucleare portando all&#8217;attenzione un tema poco conosciuto ma di grande impatto sul mondo del lavoro e sulla quotidianit\u00e0.<\/p>\n<p>\u27a2 <strong>Premio Terna per il miglior cortometraggio<\/strong> della sezione internazionale, di $ 1500, assegnato dalla giuria composta da Andrea Gatopoulos, regista, Monica Goti, program manager del Trieste Film Festival, e Luca Vicini (Vicio), musicista, a:<\/p>\n<p><strong><em>Zug Island<\/em><\/strong> di Nicolas Lachapelle Plamondon (Canada 2022, 22\u2019)<br \/>\n<u>con la seguente motivazione:<br \/>\n<\/u>Nel cercare l&#8217;origine di un suono che sembra provenire da una grande oscurit\u00e0, questo film si immerge negli inferi di una comunit\u00e0 distrutta dall&#8217;industrializzazione, portandoci nelle fauci marce della devastazione capitalista, dove i pochi esseri umani rimasti a vivere sembrano \u2013 e forse sono \u2013 i protagonisti di una narrazione distopica. Il regista si immerge senza compromessi in questa realt\u00e0, facendoci vivere sulla nostra pelle presagi di un possibile futuro spietato e realizzando cos\u00ec un film di grande portata ideologica e documentaristica.<\/p>\n<p>La giuria ha inoltre assegnato menzioni speciali a:<br \/>\n<strong><em>Holy Cowboys<\/em><\/strong> di Varun Chopra (India\/USA 2022, 24\u201917\u201d)<br \/>\n<u>con la seguente motivazione:<br \/>\n<\/u>Per il coraggioso messaggio politico. Il regista ci risveglia, documentando in maniera dura, cruda ma doverosa una realt\u00e0 contraddittoria, estrema, ipocrita e in preda ad un flusso di atti di odio e intolleranza, che alla fine non sono unicamente religiosi.\u00a0Un film importante che ci ricorda quanto il cinema svolga anche un ruolo di stimolo ad un pensiero critico risvegliando in noi consapevolezza. La societ\u00e0 rappresentata in <em>Holy Cowboys<\/em> raffigura in qualche modo tutte le societ\u00e0: il confine tra il bene e il male \u00e8 sottile e universale e il rischio di cadere dalla parte sbagliata \u00e8 costante e comune. Siamo tutti, potenzialmente, dei &#8220;guardiani di simboli sacri&#8221; e quindi facili prede di fondamentalismi.<\/p>\n<p>e a:<br \/>\n<strong><em>Stromy a my<\/em><\/strong> (<em>Trees and Us<\/em>) di Tereza Mot\u00fdlov\u00e1 (Repubblica Ceca 2022, 11\u2019)<br \/>\n<u>con la seguente motivazione:<br \/>\n<\/u>Del film sono sicuramente apprezzabili idea, sceneggiatura e regia, quest\u2019ultima davvero notevole. La menzione, per\u00f2, va principalmente al sound design e al commento sonoro, tra minimalismo ed elettronica organica, partiture che sembrano suonate direttamente dagli oggetti animati.<\/p>\n<p>\u27a2 <strong>Premio IREN del pubblico<\/strong>, di $ 1500, assegnato dagli spettatori del Festival al miglior documentario in gara nel Concorso documentari, a:<br \/>\n<strong><em>Le Syst\u00e8me Total, anatomie d\u2019une multinationale de l\u2019\u00e9<\/em><\/strong><strong><em>nergie<\/em><\/strong> di Jean-Robert Viallet (Francia 2022, 92\u2019)<\/p>\n<p>\u27a2 <strong>Premio Casacomune<\/strong>, istituito dal <strong>Festival <\/strong>e da <strong>Casacomune<\/strong> <strong>scuola e azioni<\/strong>, assegnato al film o all\u2019autore che meglio sia stato in grado di riflettere temi legati alla spiritualit\u00e0 intesa come dimensione strettamente legata alla natura di cui facciamo parte, a:<br \/>\n<strong>Nicole <\/strong>e <strong>Alexander Gratovsky<\/strong>, autori di <strong>I, Beast <\/strong><\/p>\n<p>\u27a2 <strong>Premio Ambiente e Societ\u00e0<\/strong>, istituito dal <strong>Festival<\/strong> e dalla <strong>Cooperativa Sociale Arcobaleno<\/strong>, per il film, scelto dai lavoratori e dalle lavoratrici della Cooperativa, che meglio abbia saputo coniugare i temi ambientali e la dimensione sociale, assegnato a:<\/p>\n<p><strong><em>Breaking Social<\/em><\/strong> di Fredrik Gertten (Cile\/Svezia 2023, 93\u2019)<br \/>\n<u>con la seguente motivazione:<br \/>\n<\/u>Un film che rende evidente la connessione tra la questione ambientale e l\u2019etica dell\u2019economia invitando lo spettatore ad interrogarsi su quale sia la direzione del nesso causale che le lega\u00a0tra loro; al contempo ci ricorda che ecologia \u00e8 parola che esprime tutto il suo potenziale solo se la si coniuga in termini di giustizia sociale, giustizia economica e giustizia ambientale. Condividiamo e raccogliamo l\u2019invito a credere che la speranza sia racchiusa nei gesti quotidiani di ognuno di noi.<\/p>\n<p><em><u>Riconoscimenti speciali:<\/u><\/em><\/p>\n<div class=\"page\" title=\"Page 3\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>\u27a2 <strong>Premio Stella della Mole green<\/strong>, istituito dal <strong>Museo Nazionale del Cinema<\/strong> in occasione del Festival CinemAmbiente, per un artista che attraverso il linguaggio cinematografico declini nella sua opera temi legati all\u2019ambiente e alla natura, assegnato a <strong>Victor Kossakovsky<\/strong>.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>\u27a2 <strong>Premio Ciak verde<\/strong>, istituito dal <strong>Festival<\/strong> e da <strong>SMAT<\/strong>, per una figura del mondo del cinema e dello spettacolo italiano impegnata nella difesa dell\u2019ambiente che metta a disposizione la propria immagine e capacit\u00e0 comunicativa per sensibilizzare il pubblico sulla gravit\u00e0 dell\u2019attuale crisi ambientale, assegnato a <strong>Andrea Pennacchi<\/strong>.<\/p>\n<p>\u27a2 <strong>Premio letterario Le Ghiande di Cinemambiente<\/strong>, istituito dal <strong>Festival<\/strong>, conferito ad autrici o ad autori che abbiano fatto dell\u2019ecologia in senso ampio un elemento essenziale della propria produzione, o abbiano espresso nel proprio percorso artistico un rapporto profondo e originale con l\u2019ambiente, il paesaggio e la natura, assegnato a <strong>Claudio Morandini<br \/>\n<\/strong><u>con la seguente motivazione:<br \/>\n<\/u>Nei suoi romanzi, che spaziano dal gotico al giallo, l\u2019ambiente non \u00e8 uno sfondo, ma un personaggio a tutto tondo. \u00c8 presenza perturbante con una volont\u00e0 tutta sua che si mescola e intralcia e scompagina le intenzioni degli umani. Sono pietre che si moltiplicano nel salotto di casa e ghiacci che rivelano tracce di delitti, animali sornioni, oggetti animati e paesaggi inquieti. In mezzo, noi: esseri umani spiazzati da nuove e strane intimit\u00e0. \u00c8 questa frizione l\u2019immagine pi\u00f9 adatta a descrivere l\u2019Antropocene, l\u2019epoca geologica che porta il nostro nome, ma che marca il passaggio dall\u2019illusione della centralit\u00e0 umana allo spaesamento di fronte a un pianeta che sbatte la coda e si riprende la scena. Morandini ha fatto parlare umani e non umani, mettendoli a confronto e spesso in conflitto, in situazioni familiari eppure imprevedibili, e sempre con un&#8217;ironia, una leggerezza e un&#8217;originalit\u00e0 rare nell&#8217;orizzonte italiano.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/section>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"I film vincitori e una selezione degli altri titoli proposti nel cartellone di quest\u2019anno sono visibili gratuitamente online tramite il sito del Festival, https:\/\/festival.openddb.it\/cinemambiente-2023\/, fino al 18 giugno, sulla piattaforma OpenDDB (capienza di 500 accessi per ciascun titolo). 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